Sistema software che consente la supervisione e il controllo a distanza di impianti industriali. Il sistema SCADA raccoglie i dati dal campo (sensori, controllori logici programmabili), li visualizza su schemi sinottici e consente di inviare comandi. Esempi: supervisione di un impianto di trattamento delle acque, di una rete elettrica o di una linea di produzione.
Applicazione delle tecnologie IoT (sensori connessi, protocolli di comunicazione, cloud) agli ambienti industriali. L'IIoT collega macchine, controllori e sensori a piattaforme di monitoraggio cloud per migliorare la manutenzione, l'efficienza e la tracciabilità. Si distingue dall'IoT di consumo per i suoi requisiti di affidabilità, sicurezza e robustezza.
Insieme delle tecniche che consentono di monitorare e controllare apparecchiature o impianti a distanza tramite una rete di comunicazione (4G, fibra ottica, satellite). La telegestione comprende il telecomando (invio di comandi), la telemisura (raccolta di dati) e la telesegnalazione (ricezione di allarmi).
Capacità di effettuare diagnosi e interventi su apparecchiature industriali da remoto, senza doversi recare sul posto. La manutenzione remota riduce i tempi di fermo macchina e i costi di spostamento. Si basa sull'accesso remoto protetto ai controllori logici programmabili (PLC), alle interfacce HMI e ai sistemi SCADA tramite VPN industriale.
Raccolta automatizzata e a distanza delle letture dei contatori (acqua, gas, elettricità, riscaldamento) tramite una rete di comunicazione. La telelettura sostituisce le letture manuali, migliora la precisione della fatturazione e consente di individuare in tempo reale eventuali anomalie nei consumi.
Strategia di manutenzione basata sull'analisi continua dei dati operativi per prevedere i guasti prima che si verifichino. Si avvale di algoritmi di machine learning applicati ai dati dei sensori (vibrazioni, temperatura, corrente, pressione) per rilevare anomalie in fase precoce.
Protocollo di comunicazione industriale creato da Modicon nel 1979. Modbus RTU (Remote Terminal Unit) utilizza un collegamento seriale RS-485 o RS-232. Ogni slave ha un indirizzo univoco (da 1 a 247). Il master invia le richieste, gli slave rispondono. Ideale per brevi distanze (max 1200 m su RS-485) con un numero limitato di dispositivi (max 32 su un bus).
Variante del protocollo Modbus che funziona su TCP/IP tramite Ethernet o Wi-Fi. Consente distanze illimitate (tramite rete Ethernet o Internet con VPN), una topologia più flessibile e velocità di trasmissione nettamente superiori rispetto al Modbus RTU. La porta standard è la 502. Ampiamente adottata dalle nuove apparecchiature industriali.
Protocollo di messaggistica di tipo "publish/subscribe" progettato per reti a bassa larghezza di banda e alta latenza. Un broker (Mosquitto, AWS IoT, Azure IoT Hub) gestisce i messaggi tra emittenti e abbonati. MQTT è diventato il protocollo IoT industriale dominante per l'invio dei dati dei sensori al cloud. Porta standard: 1883 (non crittografata) o 8883 (TLS).
Standard di comunicazione industriale indipendente dalla piattaforma creato dalla OPC Foundation (IEC 62541). OPC-UA definisce non solo un protocollo di trasporto, ma anche un modello di dati semantico. Rappresenta il punto di riferimento per l'integrazione IT/OT e l'Industria 4.0. Compatibile con i PLC Siemens S7-1500, Beckhoff e la maggior parte dei moderni sistemi SCADA.
Protocollo di comunicazione industriale utilizzato principalmente nei settori idrico ed energetico (utilities). Il DNP3 è progettato per ambienti difficili con comunicazioni poco affidabili (linee radio, satellitari). Gestisce in modo nativo la marcatura temporale, l'integrità dei dati e la prioritizzazione degli eventi. Standard IEEE 1815.
Standard di comunicazione seriale fisica che consente trasmissioni su lunghe distanze (fino a 1200 m) con un massimo di 32 dispositivi collegati allo stesso bus. RS-485 è il livello fisico utilizzato dal protocollo Modbus RTU. Il collegamento differenziale lo rende resistente alle interferenze elettromagnetiche, caratteristica fondamentale in ambito industriale (inverter, motori).
Computer industriale progettato per automatizzare processi elettromeccanici. Un PLC esegue un programma ciclico (tempo di scansione tipico: 1-100 ms) che legge gli ingressi (sensori, pulsanti), esegue la logica e controlla le uscite (attuatori, motori). I principali produttori sono Siemens (S7), Schneider (M340, M580), Rockwell (Allen-Bradley), Beckhoff e Wago.
Dispositivo elettronico progettato per trasmettere i dati raccolti sul campo a un sistema SCADA centrale. Le RTU sono ottimizzate per le comunicazioni a lunga distanza (GPRS, radio, satellite) nelle reti estese (acqua, energia, condotte). Meno potenti dei PLC per l'automazione locale, eccellono nel monitoraggio di siti remoti con scarsa larghezza di banda.
Apparecchiatura elettronica che funge da ponte tra le apparecchiature industriali (che utilizzano Modbus, PROFIBUS, CAN) e le moderne reti IP (Ethernet, Wi-Fi, 4G). Il gateway IIoT raccoglie i dati provenienti dai sensori e dai controllori, li converte in protocolli cloud (MQTT, HTTP/REST) e li trasmette alla piattaforma di supervisione.
Router progettato per le condizioni industriali: ampio intervallo di temperatura (-40 °C/+70 °C), alimentazione 9-48 V CC, alloggiamento su guida DIN, MTBF > 10 anni, certificazioni CE/E-Mark/ATEX. A differenza dei router destinati al mercato consumer, supportano le SIM M2M, le VPN industriali (OpenVPN, IPsec), la gestione remota ZTP e i protocolli seriali RS-485/232.
Funzionalità del router industriale che consente l'utilizzo simultaneo di due schede SIM di due operatori diversi. In caso di perdita della rete dell'operatore 1, il passaggio all'operatore 2 avviene automaticamente (failover). Questa ridondanza porta la disponibilità della rete dal 99,5% (1 SIM) al 99,99% (Dual SIM). Indispensabile per le applicazioni critiche.
Paradigma informatico in cui l'elaborazione dei dati avviene a livello del dispositivo che li raccoglie (il "periferia" della rete), anziché inviare tutto a un cloud centrale. Nel settore industriale, l’edge computing consente di prendere decisioni in tempo reale (< 1 ms), riduce la larghezza di banda consumata e garantisce il funzionamento anche in assenza di connessione a Internet.
Protocollo VPN open source collaudato che si basa sullo stack TLS/SSL, sulla crittografia AES-256-GCM e sull'autenticazione reciproca tramite certificato X.509. Il suo principale vantaggio in ambito industriale: può funzionare su TCP alla porta 443 (come l’HTTPS), il che gli consente di superare i firewall e i NAT degli operatori di telefonia mobile. OpenVPN è lo standard di riferimento per le VPN industriali.
Architettura di sicurezza basata sul principio «non fidarsi mai, verificare sempre». A differenza delle VPN tradizionali, che concedono un accesso ampio alla rete, lo ZTNA applica un controllo granulare degli accessi: ogni utente accede solo alle risorse strettamente necessarie, con una verifica continua dell'identità e del contesto.
Direttiva europea (UE 2022/2555) che rafforza la sicurezza informatica degli operatori di servizi essenziali. Recepita nel diritto francese nel 2024-2025, la NIS2 riguarda i settori dell’energia, dell’acqua, della sanità, dei trasporti e del digitale. La direttiva impone misure tecniche (autenticazione forte, crittografia, tracciabilità degli accessi OT), obblighi di notifica degli incidenti (entro 24/72 ore) e sanzioni fino a 10 milioni di euro.
Con il termine OT si indicano i sistemi informatici che controllano direttamente i processi fisici (controllori logici programmabili, SCADA, sensori). L'IT indica i sistemi informativi tradizionali (ERP, CRM, posta elettronica). La convergenza IT/OT (Industria 4.0) collega questi due mondi, creando opportunità ma anche nuovi rischi per la sicurezza informatica delle reti OT storicamente isolate.
Insieme di norme internazionali che definiscono i requisiti di sicurezza informatica per i sistemi di controllo industriale (ICS). La norma IEC 62443 copre l'intero ciclo di vita (progettazione, implementazione, esercizio) e definisce i livelli di sicurezza (da SL 1 a SL 4). Costituisce il riferimento tecnico complementare alla direttiva NIS2 per gli operatori di importanza vitale (OIV).
Processo che consente di configurare automaticamente un dispositivo di rete al primo avvio, senza alcun intervento umano. Il dispositivo si connette a un server di provisioning cloud, scarica la propria configurazione e si attiva. Lo ZTP è fondamentale per implementare parchi di router industriali in centinaia di siti senza dover inviare un tecnico in ciascuno di essi.
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